13/04/2007

Fela Kuti & Nigeria 70 - The '69 Los Angeles Sessions (1969)

«77 dischi incisi, 27 mogli, oltre duecento apparizioni in tribunale. Compositore, sassofonista, tastierista, trombettista, cantante, ballerino, re e inventore dell’Afrobeat. Attivista politico, arrivato ad un passo dalla presidenza Nigeriana. Fela Kuti è indubbiamente l’artista africano che più ha fatto parlare di sé nel nostro secolo. Una superstar controversa, che trasformò la sua musica in una micidiale arma contro la dittatura militare e la corruzione delle istituzioni nigeriane, convertendosi in fonte d’ispirazione ideologica e musicale per artisti e intellettuali di tutto il mondo. Un personaggio chiave della storia africana, il cui messaggio, a dieci anni dalla sua morte, è più che mai vivo e di estrema attualità. Esperti di musica e non, africani ed europei, tutti coloro i quali ebbero la fortuna di vedere Fela Kuti e la sua band esibirsi su di un palco affermano che andare ad un concerto di Fela non significava solo assistere ad uno spettacolo musicale. Era molto di più, era qualcosa che non si dimenticava, un'esperienza spirituale. [...]

La definizione del suo inconfondibile stile, che non a caso denominò “Afrobeat”, arrivò nel 1969, anno in cui Fela, con l’intenzione di registrare un disco ed effettuare una piccola tournèe, approda con la sua band a Los Angeles. Otto mesi di permanenza in America gli permisero di attingere dal jazz del nuovo continente e allo stesso tempo di riscoprire a sua identità africana: erano anni di intenso fervore politico e culturale, e Fela si trovò a vivere da vicino le accese rivendicazioni degli attivisti afroamericani radicali, venendo a conoscenza del Panafricanismo e Afrocentrismo di Malcom X, Eldridge Cleaver, Nkwame Nkrumah, Sekou Touré e Marcus Garvey. Queste esperienze lo segnarono profondamente, portandolo dapprima a ribattezzare la sua band "Nigeria 70", (più tardi "Africa 70"), e successivamente a prendere la decisione di votare la sua musica alla politica, e convertirla definitivamente nella sua micidiale arma di rivendicazione. La raccolta The ’69 Los Angeles Sessions […] contiene già tutti gli elementi che da quel momento in poi vennero a caratterizzare l’inconfondibile stile musicale dell’Afrobeat di Fela Kuti: un miscuglio di highlife nigeriano, jazz e ritmi afrocubani, esplosiva combinazione di fiati squillanti e cori antifonici in puro stile africano, pervasa da ipnotiche linee di chitarra e avvolgenti percussioni. Fela interagisce con questi elementi con il suo sassofono, con le tastiere e con la voce in un groove ondeggiante e ricco di improvvisazioni, in grado protrarsi anche per più di un’ora: Fela sul palco si converte nel maestro di una cerimonia che raggiunge le coscienze e che diffonde il suo messaggio di denuncia contro i soprusi, lo sfruttamento, la corruzione militare, la colonizzazione ideologica, economica e religiosa. Questo fece sì che Fela Kuti divenisse ben presto portavoce delle classi sociali emarginate, simbolo africano della lotta per i diritti dell’uomo, nonché nemico numero uno del governo nigeriano. Di ritorno a Lagos dopo l’esperienza americana…» (continua)

French review.


English biography and review.
Discography of Fela Kuti.

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10 comments:

Anonymous said...

grazie per questo capolavoro!
runi

thebeathunters said...

ciao e grazie mille per questo classico afrofunk jam

BlueCheerios said...

very nice. thanks

billyclex said...

great stuff. you have a great selection of different stuff on your blog.

especially enjoyed the russian folk rock.

Anonymous said...

Devi avere un bell'animo!
Grazie per questi gioiellini che ci offri

vox1d said...

Thanks for all the great dls.

Tita said...

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Radu said...

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Black Jesus said...

much love for the post.

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