27/02/2008

Modena City Ramblers - Appunti Partigiani (1945-2005)

Since a reader from Argentina requested me to post some Modena City Ramblers music, I’m very happy to anticipate the post of these “Appunti Partigiani”, which I had planned to post on the 25th of April in concomitance with the Festa della Liberazione, the Italian feast day celebrating the liberation of Italy from the German army at the end of World War II. I hope you’ll appreciate these songs of the Italian Resistance movement, revisited by the Modenese band with the help of many Italian and international friends, including Billy Bragg, Goran Bregovic, Moni Ovadia, Bandabardò, Francesco Guccini and many others.

«Per una giornata come quella odierna [25 aprile 2005] non c’è colonna sonora migliore di quella offerta dai Modena City Ramblers. La band guidata da Cisco Bellotti sin dagli esordi aveva manifestato la necessità della memoria, soprattutto nei confronti della Liberazione, attraverso canzoni a tema, o riproposizioni di canti partigiani come “Bella Ciao”. E proprio da “Bella Ciao” parte il nuovo “Appunti partigiani”, album che l’ensemble emiliano ha realizzato con un nutrito gruppo di ospiti e amici. E così le note del canto della resistenza per eccellenza si contaminano con i suoni balcanici dell’orchestra di Goran Bregovic, in un percorso sincretico decisamente interessante. All’appello non può mancare “Auschwitz”, conosciuta anche come “Canzone nel bambino nel vento”, cavallo di battaglia dei Nomadi, e qui proposta insieme al suo autore, vale a dire Francesco Guccini, che la interpreta al suo solito, con quella “erre” carica della tristezza e disperazione che la canzone vuole giustamente (ri)evocare. “Oltre il ponte” vede la partecipazione di Moni Ovadia, mentre la Bandabardò ha il compito di contribuire a rendere spumeggiante “I ribelli della montagna”, in un percorso sonoro irripetibile con i Modena, caratterizzato da venature celtiche. Dal repertorio di Fabrizio De Andrè arriva “La guerra di Piero”: la voce ospite in questo caso è quella di Piero Pelù. Il pezzo viene presentato in un arrangiamento piuttosto scarno ed essenziale, con chitarre elettriche sullo sfondo a sottolineare l’ambientazione bellica. I Modena City Ramblers ripropongono anche “Al Dievel” (era inclusa ne “La grande famiglia”) in coppia con il coro della Mondine di Novi (Modena). Ma la vera sorpresa è “All You Fasciscts” cantata insieme al re del rock progressista inglese, vale a dire Billy Bragg: mai una collaborazione di questo tipo poteva essere più appropriata, soprattutto in un momento in cui la musica si deve porre la necessità di ricordare ai giovani che 60 anni fa in Italia si è verificato un momento storico importante, che ha segnato l’avvento della democrazia, e la sconfitta del regime fascista. Modena e Casa del Vento propongono una bellissima versione di “Notte di San Severo”, mentre ne “Il sentiero” i Modena si ritagliano uno spazio tutto per loro, con l’unico inedito dell’album. Bunna degli Africa Unite contribuisce a rendere reggaeggiante “Il partigiano John”, che però non perde la venatura rock, mentre Fiamma presta la sua voce delicata ne “L’unica superstite”. Il finale è tutto pieno di sorprese: il comico Paolo Rossi offre il suo contributo per una energica “Spara Jurij” (ricordate i C.C.C.P.?), trasformata da punk rivoluzionario a canto folkloristico della resistenza, e non stona per tematica e ambientazione, pur essendo stata concepita negli anni ’80. I marchigiani Gang con “La pianura dei sette fratelli” e Ginevra Di Marco con “Pietà l’e’ morta” riscaldano l’ascoltatore al punto giusto per il pezzo finale. Ed infatti a chiusura di “Appunti partigiani” arriva una “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori, che vede alternarsi alle voci, tra gli altri, Ginevra Di Marco, Piero Pelù, Morgan, Bunna, Marino Severini (Gang). La canzone di De Gregori, uscita nel 1979 e contenuta nell’album omonimo, può essere considerata un po’ la canzone simbolo del CD, oltre ad essere uno dei brani più amati dal mondo di sinistra. Perché questa canzone inizia e si chiude proprio con i richiami alla Liberazione (“Viva l’Italia, l’Italia liberata”) e alla resistenza (“Vita l’Italia, l’Italia che resiste”). “Vita l’Italia” è la frase che pronunciavano tanti partigiani prima di morire, o ancora scritta nelle tante lettere spedite nel corso della resistenza. In mezzo ci sono tanti fatti della storia italiana, come il terrorismo (“L’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura / viva l’Italia l’Italia che non ha paura”) e la strage di piazza Fontana (“L’Italia del 12 dicembre”). E poi ci sono quell’“Italia che resiste” e quel “Viva l’Italia tutta intera” che in tempi recenti hanno reso la canzone incredibilmente sempre più attuale (il “resistere, resistere, resistere” pronunciato dal giudice Borrelli e l’avvento della Lega). Per questo la canzone di De Gregori nella versione corale offerta dai musicisti in questo nuovo lavoro dei Modena City Ramblers rappresenta un punto di raccordo tra la memoria storica e il futuro, un invito a non dimenticare e soprattutto a non mollare anche di fronte a proposte che vorrebbero far scomparire la festa del 25 aprile e riconoscere pari dignità ai repubblichini della Repubblica sociale di Salò.» (Musicalnews)

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4 comments:

Radu said...
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urijenny said...

Muchas gracias.

En un gran disco.

La mejor música, al igual que pasa con los libros, es la que no sólo se escucha con placer sino que además tiene un mensaje, un compromiso con "el Hombre" y su lucha por un Mundo mejor.

Saludos cordiales desde Mendoza en la República Argentina.

urijenny said...

Hola.

Acabo de encontrar una página con links para descargar buena parte de la discografía de los Modena City Ramblers:

http://new.taringa.net/posts/musica/1036017/Modena-City-Rambler--Discografia.html

Por si es de interés para alguno de los visitantes de tu site.

Saludos.

Radu said...

NEW LINK:

http://sharebee.com/ac829d25