07/05/2007

CCCP-Fedeli Alla Linea - Socialismo e Barbarie (1987)

A brilliant ethno-punk (!) album by one of the most celebrated (and deservedly so) Italian bands from the 80s, that, to paraphrase the title of an album by Italian “cantautore” Francesco Guccini, can be placed midway «fra la via Emilia e l’Est» («between the Emilia highway and the East»), or between Communism and Islam, or Irony and Dogma, or Social Analysis and Paranoia, or… Well, CCCP are not easy to define, but their music is always stimulating, corrosive, intelligent, and funny. And they rock, for sure!

«La fama raccolta con l'inaspettato successo di Affinità/divergenze – inaspettato perché non si trattava certo di un album facile da assimilare – spinge la band ad allargare i propri orizzonti e a firmare per una major. Se questo produce cambiamenti inerenti alle modalità di gestione della produzione musicale (e allontana i fan "puri e duri" della prima ora), permette altresì a Ferretti e soci di alzare il livello dello scontro ideologico. Chi si aspettava toni ammorbiditi dalle regole di mercato rimane deluso. Il suono effettivamente risulta ammorbidito […] ma la lucidità dei testi non viene meno e supporta bene il nuovo stile. Rimanendo sempre attaccati ad un'attitudine punk cocciuta, i CCCP cercano comunque di spaziare, prendendo a spunto e assimilando tutto ciò che li circonda. Ai divertenti ritmi punk di "Per me lo so" e "Tu menti" si accostano l'orientaleggiante "Radio Kabul", che riprende i tempi e le movenze delle danze sufi, attuandole grazie ai toni bassi della sezione ritmica, lo splendido incedere "alla Aznavour" di "Inch'allah – ça va", […] e l'organistica "Libera me Domine", dalle chiare influenze religiose.

Inizia in realtà da qui quel processo di trasformazione che nel 1990 porterà allo scioglimento dei CCCP a favore del nuovo progetto CSI. "I Soviet più l'elettricità non fanno il comunismo" urla sovrastato dalle distorsioni Ferretti nell'intro di "Manifesto", dopo che l'album si è aperto con una bella versione per batteria e tastiere dell'inno sovietico. Per quanto possano dirne i detrattori, che vedono dietro la scelta della Virgin uno svendersi al commercio, i CCCP (che per la prima volta si avvalgono di un'altra chitarra, quella di Carlo Chiapparini, oltre che di Ignazio Orlando al basso, alla batteria e alle tastiere) sono veramente "Fedeli alla Linea". […] (Raffaele Meale, Kalporz

Note: If you are interested in Russian anthems, then I warmly recommend you to visit the Russian Anthems Museum, whose main page «contains all Russian and Soviet national anthems, then a collection of music and songs connected to them in some way, followed by a few musical pieces and songs that were partially used as anthems but never achieved the official status. Separate pages present Internationale in many languages, anthems of Union republics, and use of “God Save the Tsar” in Tchaikovsky’s music».

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7 comments:

Radu said...

http://sharebee.com/e4763968

af said...

GRAZIE 1000!

Anonymous said...

...CHE COMMOZIONE!!!!
prima di tutto perchè i cari vecchi CCCP (prima della loro "evaporazione" su stili musicali algidi ed estatici)mi riportano alle umide pogate al palasport sul finire degli anni '80, poi per l'inno sovietico scaricabile dal link (quello "classico", non la versione odierna).
l'ho fatto partire e, come un sol uomo, ci siamo tutti alzati in piedi col pugno alzato e la manina sul cuore... (una bizzarra scena davvero...)
ach, banda di vetero che non siamo altro!

buon blog e un grosso abbraccio
'Miliu zapata

Radu said...

Acc... lacrimuccia...:)

Un abbraccio,
Radu

Anonymous said...

ascolta
www.myspace.com/morettikiller

sim sss said...

great songs viswas

cccp babes said...

like the song!